LA CUCINA SCOPPIA / LUCA

la particolarità del “racconto” è data dalla alternanza di ricetta e racconto al presente, in prima persona. Così la ricetta diventa un racconto ad alta voce e il racconto acquista la presa diretta, confondendo a volte le voci, quella narrante e quella autobiografica (ricetta). Ma mentre in cucina è un orgasmo di profumi e sensazioni in crescendo, ‘di là’ avviene, a contrasto, qualche cosa di ineluttabile e negativo. A volte le narrazioni si fondono o confondono o sovrappongono o affiancano, una a commento dell’altra. L’a capo frequente sottolinea i passaggi

Un ultimo risotto.

Ho scelto il riso Pasini.

Il mio preferito.

Poi la padella, quella con il manico singolo.

Di champagne né e avanzata quasi una bottiglia.

Ieri sera non c’era tanto da festeggiare.

Olio extravergine e la cipolla tagliata fine ad imbiondire.

Dalla camera giunge il rumore di ante che sbattono.

Ora il riso e quindi lo champagne, in un orgasmo di vapori, effluvi e sbuffi.

Il brodo dì pesce e i crostacei lunghi da cuocere.

Ogni cosa a suo tempo, dicevi.

Né troppo tardi né troppo presto.

Per non sbagliare ancora seguo la cottura e rimesto il tutto con frequenza.

Giungono ora dalla stanza passi veloci, prima felpati e poi il ticchettio dei tacchi.

Adesso il pesce.

Più morbido, quindi più veloce a prepararsi.

Voglio rispettare i tempi questa volta.

Il  risotto non sa aspettare: scuoce.

Vicino alla porta il tonfo di una grossa valigia. Pronta.

La fiamma è spenta! (1)

Per mantecare il riso, poco burro ed un ultimo tentativo di champagne.

Come il biglietto sull’uscio, vicino alla valigia:

“Resta almeno per cena”.

 (1) Vedi LA CANZONE DEL SOLE di Lucio Battisti (1971)

Esercizio: scrivere un breve testo (dialogo, lettera, descrizione, riflessione, introspezione…)  sul prima o sul dopo la “ricetta” narrata sopra.


[1] Nella prima redazione: “Pronta”, maiuscolo.